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Appuntamento elettorale PDF Stampa E-mail
Venerdì 02 Maggio 2008 01:00
ANDARE OLTRE IL CENTRODESTRA PER TORNARE A VINCERE All'indomani delle elezioni politiche, in sede di analisi dei risultati elettorali, avevo sottolineato l'esigenza per il centrodestra di cambiare passo in vista dell'appuntamento elettorale amministrativo del 2009. L'intervento era motivato dalla necessità di giocarsi al meglio la partita per la successione a Raffaelli, puntando doverosamente alla vittoria senza accontentarsi di partecipare, come di recente purtroppo capita assai spesso. Ad un mese di distanza, a meno che non si voglia attribuire a qualche carbonara riunione conviviale in Valnerina l'effetto di compattare e rilanciare l'azione dei moderati in città, non mi sembra che si registrino grandi novità in materia, a cominciare dalla scelta del possibile candidato a Sindaco. Tutto tace, circostanza che lascia purtroppo pensare al peggio, con lo spettro di arrivare ad inizio 2009 senza avere le idee chiare e senza che l'elettorato percepisca l’attuale opposizione come forza in grado di competere per garantire alla città la necessaria alternanza di governo. Una simile prospettiva è da evitare in ogni modo, anche perchè sembrano oggettivamente esserci tutte le condizioni per una nuova svolta amministrativa. Così come all'inizio degli anni novanta, la città è profondamente sfiduciata rispetto alle istituzioni che la rappresentano, coinvolte in una crisi che non è solo politica ma anche morale. E come nel 1993, quando Ciaurro vinse il duello con Giustinelli, anche il prossimo anno la sinistra con tutta probabilità si presenterà all'appuntamento divisa in un clima di lotta fratricida dalle conseguenze impossibili in questa fase da prevedere ma di sicuro potenzialmente nefaste per il candidato del Partito Democratico. In questo contesto sarebbe grave non tentare il colpo grosso, accontentandosi semplicemente di migliorare il vergognoso risultato del 2004, essendo del tutto evidente che fare peggio è a dir poco impossibile. Per vincere, però, serve in primo luogo presentare agli elettori un programma di forte impatto cittadino, che tenga conto delle necessità primarie della popolazione e che sia supportato da una candidatura forte alla guida di Palazzo Spada in grado di rappresentare la sintesi di tutte le istanze di cambiamento. Ma serve anche andare oltre i confini naturali del centrodestra, che resta politicamente minoritario in città.Non vorrei, infatti, che l'affermazione di Alemanno nella Capitale potesse spingere qualcuno a credere nell'autosufficienza. .Roma è Roma, con una storia elettorale che semmai fa ritenere una eccezione la precedente sequenza di vittorie del centrosinistra. Terni, da questo punto di vista e dando per scontate le ovvie diversità sociali e dimensionali, è politicamente affine a Bologna, e cioè ad una città dove la tradizione così come l’apparato parlano a favore della sinistra ma dove pure si può vincere in presenza di alcuni elementi favorevoli. Tra questi, rientra senz'altro la possibilità di coinvolgere anche spezzoni di città abitualmente schierati dall'altra parte ma tuttavia delusi dall’azione dell’attuale giunta e poco propensi ad investire in chi si appresta a garantire il continuismo a questi dieci pessimi anni di governo cittadino.Ecco perchè nella scelta di chi dovrà guidare la sfida al Partito Democratico non si potrà guardare solo alla nostra classe dirigente. Sarebbe una operazione sicuramente legittima ma perdente ai fini elettorali. E noi non possiamo permetterci di perdere ancora, magari solo per garantire una vetrina a chi già pensa a successive consultazioni. Federico Salvati. Consigliere Comunale Popolo della Libertà