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LE OFFESE PERSONALI DEL SINDACO SONO INACCETTABILI PDF Stampa E-mail
Mercoledì 29 Marzo 2006 01:00
LE OFFESE PERSONALI DEL SINDACO SONO INACCETTABILI. AD ARGOMENTAZIONI PACATE SI RISPONDA CON EDUCAZIONE Come di consueto, il sindaco, quando un consigliere dell’opposizione fa il proprio dovere, travalica ogni limite e, come un fiume in piena, travolge ogni regola –anche non scritta- di buona creanza. A fronte di documenti autentici, predisposti dall’assessore al Bilancio e provenienti dalla riunione dei Capigruppo di centrosinistra, dovrebbe, come si usa fare tra persone perbene, dichiararne -o meno- la falsità argomentando in contraddittorio; eventualmente, querelando il giornalista e la testata che hanno –invero- semplicemente assolto al proprio obbligo informativo, così come il consigliere comunale “colpevole” di aver diffuso il documento stesso ai fini della pubblica conoscenza. Forse Raffaelli dimentica di essere dipendente RAI. Certamente egli dimentica di essere sindaco di una città civile. Infatti, scende su un livello di grave volgarità, con attacchi violenti alle persone, peraltro alcune inconsapevoli, che denotano la perdita del benché minimo controllo di sé. Nel merito, quindi, sull’ipotetico “aggravio economico medio sui cittadini dal +30% e/o più 90% delle vigenti tariffe (…) in questa fase pre elettorale”, non una parola! L’atteggiamento scomposto con cui il sindaco esercita il suo mandato, si sottopone -come modello da non imitare- al giudizio di tutte le forze politiche, di tutti i consiglieri comunali, del Prefetto, del mondo della scuola, dell’intera città. Ognuno, leggendo: ƒ{ il documento predisposto dall’assessore al Bilancio; ƒ{ l’articolo di stampa datato 28 marzo 2006; ƒ{ la violenza personale contenuta nella risposta del sindaco, pubblicata di nuovo scorrettamente nel sito Internet del Comune, in barba alla legge n.28/2000 sulla par condicio; può trarre in assoluta autonomia le proprie conclusioni. Parlare poi di “transumanza politica” come se i consiglieri comunali fossero bestie, parlare di consiglieri che diventano “marroni”, di “modello terroristico di fabbricazione delle notizie”, rappresenta, ancora una volta, la cifra inconfondibile del Primo Cittadino e la sua volontà di provocare. Anche recentemente, l’uso di termini denigratori in Aula non fa che confermare una situazione che sta diventando di giorno in giorno più pesante. Ci auguriamo che il presidente del Consiglio provveda a consentire ai consiglieri di opposizione lo svolgimento del proprio ruolo, tutelando la dignità dell’Assemblea Comunale e degli stessi singoli consiglieri, riferendo in Aula le proprie valutazioni ed i provvedimenti che intende adottare. Al riguardo, ci riserviamo di definire nuove stringenti misure nel corso dei prossimi giorni. I consiglieri Federico Salvati Enrico Melasecche Carlo Orsini